Benefici della fisioterapia in acqua per il mal di schiena

Quando penso ai problemi di schiena immagino un campo minato.

Lo è innanzitutto per chi ne soffre, talvolta anime vagabonde che attraversano i corridoi e le sale di attesa di vari professionisti (e non) sanitari per trovare sollievo da un dolore che spesso si presenta senza apparente spiegazione (o comunque, senza certezza sulla causa).
Il mal di schiena (termine generico che tipicamente viene utilizzato con riferimento alla zona lombo-sacrale, per ragioni di "carico" quella maggiormente stressata nella nostra vita quotidiana) è una vera rogna!
Te lo porti ovunque (qualsiasi cosa tu faccia, anche quando riposi, la schiena è sempre nel bel mezzo dell'azione). Talvolta non sta fermo (e si fa sentire anche lungo le gambe, ad esempio). Lo fa strano (con sensazioni di formicolio, spilli ed altre diavolerie associate).

Il mal di schiena è un terreno impervio anche per il fisioterapista. Lo è senz'altro per me, che colgo la complessità del funzionamento del nostro organismo e la elevo al quadrato quando considero che la colonna vertebrale e le strutture che ad essa afferiscono rappresentano le fondamenta del nostro essere e agire nello spazio. E lo ammetto, mi tremano un po' i polsi quando me ne devo occupare.

Le strade per affrontare un problema di schiena sono molteplici, come numerose sono le variabili da prendere in considerazione al momento della valutazione e soprattutto dell'impostazione del percorso riabilitativo. Uno degli strumenti più efficaci, soprattutto in presenza di quadri cronici (quando il dolore alla schiena non passa da alcuni mesi o si ripresenta durante gli anni), è per me l'acqua.

In che modo un percorso fisioterapico in contesto acquatico può essere di beneficio in presenza di mal di schiena?
  1. Ridotto carico. Lo stress di carico sulla colonna è ridotto grazie al sostegno fornito dall'acqua (secondo il principio di Archimede). In presenza di un problema ai dischi intervertebrali che rende particolarmente doloroso il movimento o quando si deve recuperare il tono muscolare in seguito ad un intervento chirurgico, l'ambiente microgravitario permette di alleviare i sintomi e di concentrarsi sull'esercizio terapeutico.

  2. Maggiore mobilità. Il galleggiamento, riducendo lo stress motorio e articolare (è "meno faticoso" muoversi in acqua perché il liquido ci sostiene), e la resistenza dell'acqua, rendendo più regolare il movimento, permettono di raggiungere una maggiore escursione articolare.

  3. Maggiore resistenza. L'acqua oppone una resistenza al movimento circa 600 volte maggiore di quella dell'aria. Quando l'obiettivo è l'attivazione muscolare, il lavoro contro resistenza in acqua può essere particolarmente efficace.

  4. Ridotto dolore. Lavorare in acqua risulta spesso meno doloroso per chi ha mal di schiena. La temperatura dell'acqua, associata alla pressione del liquido sulla superficie corporea, può essere efficace nell'aumentare la vasodilatazione, nel ridurre le tensioni muscolari, nel supportare il lavoro di rimozione del sistema linfatico, nel creare un generale effetto rilassante.

  5. Nessun rischio di caduta. Può sembrare banale, ma se in acqua non si cade, non si rischia di farsi male. Questo fatto è fondamentale sia da un punto di vista meccanico (nessuna caduta, nessun danno), sia da un punto di vista psicologico (se non ho paura di cadere, posso permettermi azioni che fuori dall'acqua nemmeno mi sognerei). E ne guadagna l'equilibrio.


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