Faccio il fisioterapista per lavoro e sono fisioterapista per passione.

Con questo spirito raccolgo ogni giorno le mie cose ed entro nelle case della gente, su e giù per il Trentino. Con lo stesso spirito condivido il percorso di riabilitazione di chi mi si affida in ambulatorio, in palestra o in piscina, nelle strutture in cui opero.

Ho scelto il verbo condividere non a caso. Sono convinto che "fare la fisioterapia" non è come andare al cinema o farsi una birra con gli amici: la si fa perché, per un verso o per l'altro, non se ne può fare a meno. Chi mi si affida ha iniziato la riabilitazione nel momento in cui ha scelto di chiamarmi (o è stato convinto a farlo). Per questo credo che il mio ruolo sia essenzialmente quello di un "facilitatore", un mediatore fra le aspettative della persona e gli obiettivi da raggiungere. Per questo ascoltare e spiegare sono due dei verbi che prima di ogni altro sono chiamato a declinare nella mia attività quotidiana.

The view that «my patients won't understand» is wrong. They can and do understand - we just need to be better at explaining it. [L'idea che «i miei pazienti non capiranno» è sbagliata. Possono e sono in grado di comprendere - siamo noi a dover trovare il modo di farci capire.] G. Lorimer Moseley. Explaining Pain Supercharged
Quello del fisioterapista per me è un mestiere (il vocabolario Treccani definisce mestiere una "attività, di carattere prevalentemente manuale e appresa, in genere, con la pratica e il tirocinio, che si esercita quotidianamente"). Perché per fare il fisioterapista ci vuole testa (in fisioterapese, il ragionamento clinico). Ma per essere fisioterapista bisogna imparare a toccare con mano (in senso stretto ma soprattutto in senso metaforico) l'oggetto del proprio operare. Non solo la conoscenza di anatomia fisiologia chinesiologia e tutte le altre materie. Non solo il riferimento alla diagnosi medica e all'evidenza scientifica, la conoscenza delle metodiche, l'aggiornamento.
Fisioterapia è anche la persona, il contesto familiare, l'ambiente di vita, la storia individuale, il quadro economico e culturale, le aspettative (in fisioterapese, il modello bio-psico-sociale). Tutti aspetti che sono chiamato a soppesare e ad includere nel percorso riabilitativo affinché la mia azione sia efficace. Soprattutto per questo lato bio-psico-sociale ho scelto il mestiere del fisioterapista: il mio agire ha una forte ricaduta sulla vita della persona, e nell'accrescere le sue opportunità di condivisione e partecipazione, sulla comunità.  

Fisio Blog

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